CPR Macomer – il più isolato, geograficamente e mediaticamente

Sabato  30 Ottobre un corteo di circa 300 persone ha attraversato le vie di Macomer da piazza Due Stazioni fino a Piazza Sant’Antonio, con  striscioni e scandendo slogan per la chiusura del CPR. Alla manifestazione hanno aderito numerose associazioni di volontariato , formazioni politiche, e comitati di cittadini impegnati nell’accoglienza agli immigrati.

La realtà dei Cpr non è dato conoscerla sia perchè gli immigrati non possono interloquire con l’esterno, sia perchè i rapporti con i cittadini e le associazioni di volontariato incontrano molti ostacoli per relazionarsi con loro. Non è dato sapere se si svolgono attività culturali, lavorative, di conoscenza della lingua italiana o di inserimento nella società.

Tra le persone detenute illegalmente in queste strutture ci sono uomini, donne e bambini. C’è chi scappa dalle guerre, da condizioni di miseria, di povertà assoluta, spesso si tratta di illusi convinti di trovare stabilità e serenità in altri stati o situazioni migliori per le loro condizioni di vita, per questo affrontano numerose difficoltà per poter scappare dal proprio paese,  ma una volta arrivati in Italia, sono rinchiusi nei CPR in attesa dell’esito degli accertamenti amministrativi.

Questo può consentire loro il riconoscimento dello status di profugo e quindi restare in Italia oppure essere rimpatriati nel paese di origine dove li attendono le galere con trattamenti disumani, torture, violenze di ogni genere, o la morte per aver espatriato illegalmente, Quasi tutti prima di affidarsi agli scafisti ed aver pagato cifre esorbitanti hanno subito queste violenze.

L’accoglienza rimane una parola vuota  e la realtà trasforma queste persone  in detenuti senza aver commesso alcun reato.

Questi sono stati i concetti espressi dai numerosi interventi alla fine della manifestazione di sabato, nel corso dei quali una delegazione è partita in macchina verso il CPR per consegnare le schede telefoniche affinché questi fratelli potessero parlare con i propri famigliari e avere contatti con l’esterno. Prima di dirigersi verso il CPR i delegati della manifestazione sono stati tutti identificati dalla DIGOS. Le schede telefoniche sono state consegnate al personale del centro dove tra qualche giorno i componenti dell’Assemblea Non Cpr Macomer sapranno se gli ospiti stranieri le hanno ricevute.

Foto da: https://www.facebook.com/bitzitv/
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