Migrantes denuncia: «Nessuno affitta le case agli stranieri»

Giovedì 22 ottobre
Migrantes denuncia: «Nessuno affitta le case agli stranieri» Nella Nuoro della solidarietà, nessuno vuole affittare un alloggio a un migrante in cerca di riscatto. Una forma di discriminazione denunciata da Rosanna Massidda, presidente dell’associazione Migrantes, che in città gestisce una casa alloggio proprio per dare un tetto a richiedenti asilo e immigrati.
«Ogni qualvolta i migranti riescono a trovare un lavoro, e si vogliono “emancipare”, rendendosi autonomi dalla nostra casa Asproni o dai servizi dello Sprar e cercare un alloggio in proprio, pagando un affitto, Nuoro non risponde», denuncia la Massidda.
L’intervento della presidente arriva proprio dopo la lettera di un richiedente asilo che, dopo avere terminato lo Sprar, ora si trova in difficoltà con l’alloggio, pur avendo un lavoro e quindi la possibilità di pagare. «Ci sono stati molti casi di trattative per la locazione di un alloggio pressoché concluse telefonicamente con i padroni di casa ben intenzionati che, visto poi il colore della pelle del futuro affittuario, si sono tirati indietro», spiega la Massidda.
«I nuoresi, nonostante le non sempre floride condizioni economiche, o forse proprio per questa ragione, si sono dimostrati fraterni, attenti e solidali. Chi ha fornito viveri, chi si è messo a disposizione secondo le proprie competenze per fare riparazioni in casa, fornire mobilio, insegnare l’italiano o seguirli nel percorso scolastico o prestare l’assistenza sanitaria di volta in volta necessaria». Tutto bene fin quando non si tratta di affittare una casa.
«Nuoro non risponde», dice la presidente che aggiunge: «Vogliamo da un lato denunciare questa forma di discriminazione nei confronti degli stranieri e nel contempo assicurare a coloro che si comportano in questa maniera che i ragazzi che noi abbiamo ospitato si sono dimostrati onesti ed affidabili. L’ospitalità è sempre stata una caratteristica dei barbaricini ed occorre avere fiducia nei confronti dell’altro». Un intervento che si conclude con quello di un migrante che racconta le sue difficoltà, e spiega: «La casa è come una mamma che protegge i figli. Molti nuoresi prima non ci davano lavoro, ora molti credono in noi, speriamo che la stessa cosa capiti a proposito della casa». (f. le.) Unione Sarda

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