Migranti, una raccolta di firme in Europa per ristabilire i diritti

DI FRANCESCA ROMANO *

10 FEBBRAIO 2024

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Stupri, torture, sfruttamento e riduzione in schiavitù nei centri di detenzione in Libia, Paese con cui abbiamo sottoscritto il famigerato memorandum; degrado e negazione dei diritti elementari nei campi della Grecia e della Turchia; brutalità e abusi delle polizie di frontiera serbe e croate; detenzione illegale di migranti in molti Paesi della Ue o in centri finanziati dall’Ue; respingimenti violenti lungo tutte le frontiere d’Europa e addirittura in mare; deportazioni nel deserto. Sono fatti accertati dagli organismi dell’Unione europea e dalla magistratura penale internazionale e che avvengono in Europa, alle sue frontiere e nei Paesi terzi cui l’Europa, affidando il controllo delle frontiere, elargisce fondi ingentissimi, rendendosi corresponsabile di tutte queste attività illegali.

Tutto ciò ha portato un gruppo di persone a chiedersi: ma l’Europa non ha tra i suoi principi fondanti il divieto di tortura e trattamenti inumani? E se questo è il risultato consentito dalla politica, non sarà forse necessario rendere più stringente questo principio con norme di dettaglio, tutele e sanzioni? È nata così l’associazione Stop Border Violence (http://www.stopborderviolence.org ) che ha promosso l’Iniziativa dei Cittadini Europei (Ice), l’unico procedimento istituzionale che consente di partecipare alla formazione delle leggi; una sorta di legge di iniziativa popolare a livello europeo. “Riprendiamoci l’Europa” è l’appello dell’iniziativa che l’associazione ha avviato a livello europeo per una legge che fermi violenze e torture nel controllo delle frontiere e nel cuore stesso dell’Europa. La richiesta parte da un dato di fatto: l’intollerabile escalation di violenza sui migranti cui assistiamo ormai da troppi anni. Con questa Ice si chiede alla Commissione europea l’adozione di leggi che rendano effettivo il principio di cui all’art. 4 della Carta europea dei diritti fondamentali; che vietino gli accordi esterni con quei Paesi che non rispettano questi diritti: che applichino sanzioni in caso di inosservanza.

La Commissione europea nel gennaio 2023 ha dichiarato ammissibile la richiesta e dal 10 luglio 2023 ha avuto inizio in tutta Europa la raccolta firme sull’Ice per una legge europea che ponga fine alle pratiche violente e brutali nel controllo delle frontiere. Per essere esaminata a livello legislativo la richiesta deve raccogliere in 12 mesi, cioè entro il 10 luglio 2024, un milione di firme; e in almeno sette Stati europei deve giungersi alla quota minima che per l’Italia è pari a poco meno di 54.000 firme. Il raggiungimento di quest’obiettivo obbliga la Commissione europea a provvedere sulle richieste contenute nell’iniziativa.

La direzione che la politica italiana ed europea ha preso nel periodo successivo alla presentazione dell’Ice la rende oggi ancora più indispensabile. Le stragi dei naufragi a Cutro e in Grecia, l’avvio di accordi con la Tunisia e le deportazioni nel deserto che ne sono seguite, la pesante criminalizzazione dei salvataggi in mare, l’accoglienza concepita solo in strutture detentive centralizzate, i costosi patti con l’Albania per incarcerare migliaia di migranti nel suo territorio, i muri in Polonia e in Finlandia, sono gli ultimi esempi di un’Europa che rinnega se stessa e non garantisce più i diritti di tutti, neanche quello più elementare della vita, e anzi li calpesta, trasformandoli in privilegi soltanto suoi.

Ma i diritti che diventano privilegi sono graziosa concessione, da elargire o da negare, e questo sta avvenendo anche al nostro interno. L’Ice riporta l’attenzione proprio sul complesso dei diritti e lancia una battaglia in cui ognuno è parte. Chiediamo pertanto a tutti di rendersi parte attiva in questo percorso, in primo luogo col gesto più semplice, la firma dell’Ice (https://eci.ec.europa.eu/032/public ); e poi diffondendola per consentirci di riprenderci l’Europa.
* Stop Border Violence

Dal Fatto quotidiano

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