Strage in Tunisia. Unhcr: “In media 4 morti al giorno”

Almeno 13 migranti sudanesi sono morti e altri 27 sono dispersi dopo che la piccola imbarcazione di metallo sulla quale viaggiavano è affondata a 14 km dal porto di Chebba, in Tunisia. I sopravvissuti hanno riferito che a bordo c’erano 42 persone e la Guardia costiera di Tunisi ha fatto sapere di essere riuscita a salvarne soltanto due. A gennaio diverse organizzazioni locali hanno lanciato un nuovo allarme per le espulsioni di massa e gli arresti arbitrari di migranti: secondo il “Forum per i diritti economici e sociali” la situazione è particolarmente grave ai confini con la Libia e l’Algeria, e nell’area di Sfax, seconda più grande città del Paese, da cui era partito il natante affondato. “I morti e dispersi di oggi accrescono il bilancio delle vittime dei naufragi nel Mediterraneo – spiega Chiara Cardoletti, rappresentante Unhcr per l’Italia –. Dall’inizio dell’anno una media di 4 persone al giorno ha perso la vita lungo la rotta centrale, che rimane una delle più attive e pericolose a livello globale con più del 75% delle vittime registrate nel Mediterraneo nell’ultimo decennio”.

Articolo dal fatto Quotidiano

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